Asparago di pineta - Ravenna Intorno

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Asparago di pineta - Ravenna

Asparago-di-pineta

L’ Aspargo o aspargina  (in dialetto romagnolo conosciuta comesparaz, sparz oppure sparazena) è cresciuto per oltre duemila anni nel bosco di Ravenna, dove trovava il suo habitat naturale. Oggi, grazie ad un progetto di recupero dei prodotti del territorio, viene coltivato in serra e nei campi. L’asparago di pineta ha alle spalle una storia di oltre duemila anni, cioè quelli della Pineta di Ravenna,  piantata da Etruschi e Romani, che importarono il pino domestico dal Mediterraneo occidentale per approvvigionare di legname i cantieri navali di Classe. Fino alla metà del secolo scorso,  la pineta ha procurato il cibo ai cosiddetti “pinaroli”,  ovvero alla popolazione più povera, che viveva in povere case all’interno dei boschi.  Queste persone traevano dalla pineta la maggior parte del loro sostentamento: legna per scaldarsi, pesci e rane da  mangiare, frutti del sottobosco, erbette selvatiche, funghi e, appunto, asparagi.

 Gli  asparagi di pineta sono principalmente di due tipi: uno è stato chiamato “San Vitale” (corrisponde alla varietà Asparagus tenuifolius) più fine e dal sapore più gentile, e l’altro “Bardello” (Asparagus marittimus), più rustico e dal gusto più pungente.  La zona di produzione dell’asparago è quello delle pinete nella fascia costiera ravennate.

 L'asparago di pineta cresce spontaneo fra la vegetazione, i turioni sono rossastri o scuri, le foglie inferiori spinose. La raccolta  è spontanea e può essere conservato  in un ambiente refrigerato per un massimo di due giorni fino al consumo o al conferimento sul mercato. È possibile la conservazione del prodotto per lunghi periodi mediante surgelazione o con altri sistemi (per esempio conserve sott'olio).
 A tavola

Molto aromatico, ha un sapore intenso e una consistenza tenera. L'asparago selvatico si consuma come quello coltivato, nelle frittate o semplicemente lessato e condito con olio e limone, e si utilizza nella preparazione di primi piatti o di torte salate.