Dante Alighieri - Ravenna Intorno

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Ravenna Intorno
 
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Dante Alighieri - Ravenna

palcoscenico
Indirizzo:
Via Angelo Mariani, 2 - Ravenna
Orari di apertura: Variabile a seconda dei calendari delle rappresentazioni
Telefono: 0544/249211
 
 
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La prima pietra relativa alla costruzione del nuovo "Teatro Alighieri" venne posata nel settembre del 1840, dopo che al restauro del vecchio teatro, il "Comunicativo", si preferì l'edificazione di un'opera del tutto nuova in un'area che, seppur centralissima, era rimasta fino ad allora ai margini della vita cittadina, quasi inutilizzata e perciò degradata: la cosiddetta Piazzetta degli Svizzeri, uno slargo irregolare occupato da disordinati e modesti fabbricati.

La Deputazione decise per l'affidamento dell'incarico della costruzione del teatro, ai fratelli Tommaso e Giambattista Meduna, rispettivamente ingegnere ed architetto civile, veneziani, che avevano partecipato al secondo restauro del Teatro La Fenice proprio negli anni immediatamente precedenti all'affidamento dell'incarico ravennate.
L'inaugurazione, per cause sembra finanziarie e per la successiva crisi, si ebbe solo la sera del 15 maggio 1852. Da ogni parte accorse il pubblico per vedere questa grande opera d'arte. In quel periodo l'Alighieri poteva infatti considerarsi uno dei migliori e più attrezzati teatri d'Italia.

L’edificio possiede un impianto di stile neoclassico, non troppo divergente, almeno nei tratti essenziali, dal modello veneziano del Teatro della Fenice.

Esternamente diviso in due piani, presenta nella facciata un pronao aggettante, con scalinata d’accesso e portico nel piano inferiore a quattro colonne con capitelli ionici, reggenti un architrave; la parete del piano superiore, coronata da un timpano, mostra tre balconcini alternati a quattro nicchie (le statue sono aggiunte del 1967). Il fianco prospiciente la piazza è scandito da due serie di nicchioni inglobanti finestre e porte di accesso, con una fascia in finto paramento lapideo a ravvivare le murature del registro inferiore. L’atrio d’ingresso, con soffitto a lacunari, affiancato da due vani già destinati a trattoria e caffè, immette negli scaloni che conducono alla platea e ai palchi. La sala teatrale, di forma tradizionalmente semiellittica, presentava in origine quattro ordini di venticinque palchi (nel primo ordine l’ingresso alla platea sostituisce il palco centrale), più il loggione, privo di divisioni interne. La platea, disposta su un piano inclinato, era meno estesa dell’attuale, a vantaggio del proscenio e della fossa dell’orchestra.

Le ricche decorazioni, di stile neoclassico, furono affidate dai Meduna ai pittori veneziani Giuseppe Voltan, Giuseppe Lorenzo Gatteri, con la collaborazione, per gli elementi lignei e in cartapesta, di Pietro Garbato e, per le dorature, di Carlo Franco. Veneziano era anche Giovanni Busato, che dipinse un sipario raffigurante l’ingresso di Teoderico a Ravenna. Voltan e Gatteri sovrintesero anche alla decorazione della grande sala del Casino (attuale Ridotto), che sormonta il portico e l’atrio, affiancata da vani destinati a gioco e alla conversazione.